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Rimborso IVA in Romania dal 2026: le 14 situazioni di rischio ANAF

Dal 28 settembre 2026 l'ANAF ha un elenco scritto di 14 situazioni in cui una società viene trattata come a rischio di rimborso IVA indebito. Se spunti l'opzione di rimborso nella dichiarazione IVA e rientri in una di esse, i soldi non seguono più un controllo documentale: seguono una verifica fiscale anticipata, e il termine di legge passa da 45 a 90 giorni. L'elenco è nell'Ordine ANAF 1123/2026 e si applica già alle dichiarazioni di agosto 2026 e del terzo trimestre 2026. Qui sotto: che cosa controlla l'ANAF per ogni situazione, come controllarti da solo prima di presentare la dichiarazione, un esempio in cifre e che cosa cambia per le società estere registrate ai fini IVA in Romania.

  • S Silvia · Esperta contabile · CECCAR
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  • 17 min di lettura

Che cosa è cambiato il 28 settembre 2026

Finora il «rischio di rimborso indebito» aveva tre definizioni nella legge, tutte legate a fatti già accertati: documenti ufficiali ricevuti da altre istituzioni, fatti con elementi di reato constatati durante un controllo e differenze superiori al 10% e di almeno 50.000 lei stabilite in una verifica fiscale successiva (articolo 169, comma (4), lettere a)–c), del Codice di procedura fiscale). L’Ordinanza d’urgenza 38/2026 ha aggiunto la lettera d): «altre situazioni stabilite con ordine del presidente dell’ANAF». L’ordine è arrivato il 21 settembre 2026, Ordine ANAF 1123/2026, pubblicato nel Monitorul Oficial 823 del 28 settembre 2026.

L’ordine modifica la procedura di liquidazione delle dichiarazioni IVA negative con opzione di rimborso (Ordine ANAF 352/2022) e le aggiunge un nuovo allegato 6 con 14 situazioni, controllate su ogni dichiarazione che chiede un rimborso. Non serve più nessun accertamento precedente: l’ufficio che esamina la dichiarazione consulta le banche dati che l’ANAF già possiede (e-Factura, i registratori di cassa e-Case, il casellario fiscale, il registro dei contribuenti inattivi, le dichiarazioni presentate) e spunta le caselle.

Si applica dal primo giorno: alle dichiarazioni di agosto 2026 e del terzo trimestre 2026 e a ogni dichiarazione in corso di liquidazione al 28 settembre, escluse quelle già trasmesse all’ufficio verifiche (articolo III dell’ordine). La dichiarazione di settembre, in scadenza il 26 ottobre, passa già dal nuovo filtro.

Come viene liquidata una dichiarazione con opzione di rimborso

La regola di base non è cambiata. In base all’articolo 169, comma (1), del Codice di procedura fiscale, l’IVA chiesta viene rimborsata dall’amministrazione «con verifica fiscale successiva». L’ANAF fa un controllo documentale, emette la decisione di rimborso con riserva di verifica successiva, paga o compensa, e una verifica può seguire più tardi se l’analisi del rischio lo richiede (comma (8)).

L’eccezione è la verifica fiscale anticipata: i soldi arrivano dopo il controllo. I casi sono nel comma (2) per i contribuenti grandi e medi e nel comma (3) per tutti gli altri:

Caso Grandi e medi Tutti gli altri contribuenti
Reati annotati nel casellario fiscale sì sì
L’ANAF constata un rischio di rimborso indebito sì sì
Liquidazione volontaria o insolvenza (senza piano di riorganizzazione confermato) sì sì
Prima dichiarazione con opzione di rimborso dopo la registrazione IVA no sì
Il saldo negativo proviene da più periodi di quanti ne stanno in un anno no sì

Le 14 nuove situazioni rientrano nella seconda riga. Non creano un nuovo caso di verifica anticipata; definiscono che cosa significa «rischio».

Tre cose da tenere a mente prima di spuntare la casella:

  • Un saldo negativo di 5.000 lei o meno non può essere chiesto a rimborso; si riporta nella dichiarazione successiva (articolo 303, comma (7), del Codice fiscale).
  • Una dichiarazione presentata in ritardo non vale più come richiesta di rimborso: l’importo passa nella dichiarazione del periodo successivo (articolo 169, comma (5), del Codice di procedura fiscale) e l’ANAF ti notifica di riportarlo (punto 33, comma (2^1), della procedura).
  • Il termine per liquidare la richiesta è di 45 giorni dalla presentazione (articolo 77, comma (1)). Se serve una verifica, diventa di massimo 90 giorni, e l’ANAF deve comunicartelo entro 5 giorni dalla fine dell’analisi del rischio (comma (5)). I periodi in cui la verifica è sospesa non contano (punto 68, comma (1^1)).

L’ordine di settembre ha anche allungato la fase di analisi preliminare: da 5 a 15 giorni lavorativi dalla presentazione (punto 39, comma (2)), perché l’ufficio ha ora 14 controlli in più da fare.

Le 14 situazioni, raggruppate

L’allegato usa più volte la parola «significativo» senza soglie numeriche. Le soglie restano all’ufficio che esamina la dichiarazione, e il rapporto motivato che ti iscrive nella banca dati speciale deve esporre l’analisi alla base della classificazione (punto 10, lettera d), della procedura). I gruppi qui sotto sono nostri; la numerazione è quella dell’allegato.

A. Le persone dietro la società (situazioni 1–4)

N. Situazione nell’allegato Che cosa controlli
1 Azionisti, soci o amministratori compaiono nella banca dati speciale sul rischio di rimborsi indebiti La banca dati non è pubblica. Se a un socio è stato respinto un rimborso dopo una verifica in un’altra società, dai per scontato che ci sia
2 Le stesse persone ricoprono tali cariche in altre società presenti nella banca dati speciale L’elenco delle società in cui i tuoi soci e amministratori hanno cariche, con la situazione fiscale di ciascuna
3 La società, i suoi soci, azionisti o amministratori hanno nel casellario fiscale una responsabilità solidale stabilita con atto fiscale, o una responsabilità per i debiti di un debitore insolvente stabilita con sentenza definitiva Il casellario fiscale della società e di ogni persona, prima della prima dichiarazione con opzione di rimborso
4 Le persone che rappresentano o amministrano la società, o i titolari del capitale, hanno reati annotati nel casellario fiscale Lo stesso. Vale anche per un amministratore nominato da poco e per la sua storia

B. Il comportamento della dichiarazione (situazioni 5–7)

N. Situazione nell’allegato Che cosa controlli
5 Rettifiche dell’IVA detraibile o dell’IVA a debito nel periodo da cui proviene l’importo chiesto, con impatto significativo sulla richiesta Le righe di rettifica nella D300. Prepara il documento che le spiega (rettifica sui beni di investimento, nota di credito, pro rata)
6 Un aumento significativo dell’importo chiesto rispetto alle richieste precedenti Se l’importo è un multiplo della tua media, metti la causa nel fascicolo: investimento, una grande esportazione, stock stagionale
7 Correzioni frequenti di errori materiali in quel periodo, con impatto significativo sulla richiesta Il numero di richieste di correzione presentate per il periodo da cui proviene il saldo. Correggi prima di spuntare la casella, non dopo

C. Lo stato della società e la disciplina dichiarativa (situazioni 8–11)

N. Situazione nell’allegato Che cosa controlli
8 Alla data di presentazione della dichiarazione con opzione di rimborso manca una D394, D390 o D406 il cui termine è scaduto Le ricevute di presentazione di ogni periodo. Basta una dichiarazione mancante
9 La società è in una procedura di prevenzione dell’insolvenza Qui rientrano il concordato preventivo e l’accordo di ristrutturazione
10 La società è insolvente (incapace di pagare) La situazione nei registri dell’ANAF, non nei tuoi
11 La società è stata costituita meno di 6 mesi prima della presentazione della dichiarazione Questa non si evita, si pianifica: per i contribuenti più piccoli la prima dichiarazione con opzione di rimborso va comunque in verifica anticipata

D. Che cosa vede l’ANAF in e-Factura ed e-Case (situazioni 12–13)

N. Situazione nell’allegato Che cosa controlli
12 L’IVA sulle fatture emesse in RO e-Factura e sugli scontrini in RO e-Case de marcat è significativamente superiore all’IVA a debito sulle cessioni interne nella dichiarazione (tenendo conto dell’IVA per cassa) La riconciliazione dell’IVA a debito: fatture emesse, scontrini, note di credito, IVA per cassa non ancora esigibile. Ogni differenza deve avere un nome
13 L’IVA detraibile sugli acquisti interni nella dichiarazione è significativamente superiore all’IVA sulle fatture che i tuoi fornitori hanno trasmesso in RO e-Factura (stessa riserva) Fatture detratte che non esistono in e-Factura: ricevute su carta o per e-mail da fornitori che non le hanno mai trasmesse. Chiedi di trasmetterle prima di presentare la dichiarazione

Per le situazioni 12 e 13 il meccanismo è quello della dichiarazione precompilata RO e-TVA: l’ANAF confronta la tua dichiarazione con i suoi dati. Le differenze che hanno una spiegazione (IVA per cassa, note di credito, acquisti intracomunitari) non sono un problema, ma devi poterle mostrare subito.

E. I tuoi fornitori (situazione 14)

La situazione 14 viene spuntata se almeno un fornitore che rappresenta «una quota significativa» dell’IVA detraibile nella dichiarazione si trova in uno di 11 stati:

  • a) compare nella banca dati speciale sul rischio di rimborsi indebiti;
  • b) compare nella banca dati delle persone in liquidazione volontaria o insolvenza;
  • c) ha reati annotati nel casellario fiscale;
  • d) non ha presentato la D300, D394, D390 o D406 per il periodo da cui proviene l’importo chiesto;
  • e) ha un’IVA in e-Factura ed e-Case significativamente superiore all’IVA a debito dichiarata (la situazione 12, applicata al fornitore);
  • f) è incapace di pagare, in insolvenza, riorganizzazione, fallimento o procedura di prevenzione dell’insolvenza;
  • g) ha debiti IVA scaduti;
  • h) è nel registro dei contribuenti inattivi o nel registro delle persone con registrazione IVA annullata;
  • i) è stato registrato o registrato di nuovo ai fini IVA negli ultimi 6 mesi e usa un periodo fiscale diverso dal mese di calendario;
  • j) è una persona affiliata alla società che chiede il rimborso;
  • k) è stato costituito meno di 6 mesi prima della dichiarazione in esame.

È qui che si sposta la maggior parte del rischio. Non rispondi delle dichiarazioni del tuo fornitore, ma il tuo rimborso dipende da esse. Degli 11 stati, alcuni sono visibili pubblicamente: la partita IVA annullata e l’inattività fiscale (lettera h), l’insolvenza (lettera f) e, nei limiti delle liste dell’ANAF, i debiti fiscali (lettera g). Puoi controllarli per ogni fornitore importante con la nostra verifica di un’azienda rumena dal codice fiscale: stato IVA a una data scelta, inattività, insolvenza, bilanci. Le dichiarazioni non presentate (lettera d) e la presenza nelle banche dati speciali (lettere a e b) non sono pubbliche. Per quelle conta la concentrazione: più un singolo fornitore pesa nella tua IVA detraibile, più il tuo rimborso dipende dalla sua disciplina.

La lettera j) merita una frase a sé. Se la casa madre italiana fattura alla controllata rumena servizi con IVA rumena, tramite una sede fissa o una propria registrazione, e quelle fatture costituiscono una quota significativa dell’IVA detraibile, la situazione 14 viene spuntata su ogni dichiarazione. Non è un’accusa; è un segnale che porta a una verifica anticipata.

Che cosa succede quando una situazione viene spuntata

  1. L’ufficio che esamina la dichiarazione la analizza e constata la situazione (punto 50, comma (1), per i contribuenti grandi e medi, punto 60, comma (1), per gli altri).
  2. Redige un rapporto motivato, approvato dal responsabile dell’ufficio, e iscrive la società nella banca dati speciale sul rischio di rimborsi indebiti (punto 8, comma (2), e punto 10, lettera d)).
  3. La dichiarazione viene liquidata dopo una verifica fiscale anticipata (punti 50, comma (3), e 60, comma (3)). Ogni giorno l’ufficio trasmette al servizio verifiche l’elenco delle dichiarazioni classificate così (punto 63).
  4. Se la decisione di rimborso era già stata emessa ma la dichiarazione era ancora «in corso» (fino alla prima compensazione o restituzione, punto 35), la decisione viene annullata ai sensi dell’articolo 94, comma (2), del Codice di procedura fiscale (punto 21, comma (4)). Ricevi una «Decisione di annullamento della decisione di rimborso IVA», impugnabile entro 45 giorni (articolo 270). Se sei iscritto allo SPV, i documenti arrivano lì (punto 43, comma (3)).
  5. La verifica anticipata copre solo i periodi che hanno generato il saldo chiesto (articolo 169, comma (9)). Si estende ad altri periodi solo se emergono indizi di irregolarità (comma (10)).
  6. Alla dichiarazione successiva con opzione di rimborso, l’ufficio controlla se sei ancora in una delle situazioni e propone di mantenerti nella banca dati o di toglierti (punto 15^1). La cancellazione avviene quando non rientri più in nessuna situazione dell’allegato (punto 16, comma (2), lettera d)).

L’iscrizione nella banca dati non è una sanzione e non viene comunicata a parte. Lo scopri dalla durata della liquidazione e dall’avviso di verifica.

Esempio in cifre: un fornitore che non presenta la dichiarazione IVA

Una società di Cluj produce imballaggi e li esporta. Il suo periodo fiscale è il mese. Nella dichiarazione di agosto 2026, presentata il 25 settembre:

Importo
Esportazioni, esenti con diritto a detrazione 1.400.000 lei
IVA a debito 0 lei
Acquisti interni di materie prime e servizi 600.000 lei
IVA detraibile (21%) 126.000 lei
Saldo negativo chiesto a rimborso 126.000 lei

Il principale fornitore di cartone, con fatture per 420.000 lei più IVA di 88.200 lei, rappresenta il 70% dell’IVA detraibile. A settembre questo fornitore non ha presentato la D300 di luglio né quella di agosto. L’ANAF lo vede nei propri registri; la società di Cluj no.

Fino al 28 settembre 2026 la dichiarazione della società sarebbe stata liquidata dopo un controllo documentale, con un’eventuale verifica più tardi. Ora la situazione 14, lettera d), viene spuntata. Il risultato:

  • la società entra nella banca dati speciale e la dichiarazione va in verifica fiscale anticipata per agosto 2026;
  • il termine di liquidazione passa da 45 a massimo 90 giorni: i soldi possono arrivare al più presto intorno al 24 dicembre 2026, non il 9 novembre;
  • se la società finanzia l’attesa con una linea di credito al 9% annuo, i 45 giorni in più costano 126.000 × 9% × 45 / 365 = 1.398 lei;
  • se l’ANAF supera i 90 giorni, la società può chiedere interessi dello 0,02% al giorno (articolo 182): 126.000 × 0,02% = 25,20 lei al giorno, dal 91° giorno. Gli interessi si ottengono solo su richiesta.

Che cosa avrebbe potuto fare la società di Cluj prima del 25 settembre: controllare il fornitore nei registri pubblici (partita IVA valida, non inattivo, nessuna insolvenza), imporre per contratto ai fornitori principali di dimostrare la presentazione della loro dichiarazione IVA oppure, se la liquidità non era urgente, riportare il saldo di un mese e chiedere il rimborso una volta chiarita la situazione del fornitore. L’opzione di rimborso non è obbligatoria: un saldo si può riportare senza limiti di tempo.

L’importo in sé non cambia. Se le fatture sono corrette e la merce è stata consegnata, la verifica conferma i 126.000 lei. Il costo del rischio è il tempo.

Lista di controllo prima di spuntare l’opzione di rimborso

  1. Il saldo supera 5.000 lei e la dichiarazione è presentata nei termini; altrimenti l’importo si riporta comunque.
  2. D394, D390 e D406 sono presentate per ogni periodo con termine scaduto, comprese quelle a zero. Controlla le ricevute, non la memoria.
  3. L’IVA a debito nella dichiarazione corrisponde a e-Factura ed e-Case; le differenze (IVA per cassa, note di credito, acconti) sono elencate in un unico documento.
  4. L’IVA detraibile sugli acquisti interni ha un riscontro nelle fatture trasmesse dai tuoi fornitori in e-Factura. Le fatture assenti dal sistema vanno chieste al fornitore prima di presentare la dichiarazione.
  5. I fornitori che portano più del 20–25% della tua IVA detraibile hanno una partita IVA valida, non sono inattivi né insolventi; per i fornitori affiliati o costituiti da meno di 6 mesi, il fascicolo dell’operazione è completo.
  6. Rettifiche e correzioni del periodo hanno ciascuna una spiegazione scritta e un documento a supporto.
  7. L’aumento dell’importo rispetto alle dichiarazioni precedenti ha una causa dimostrabile (contratto di esportazione, fattura di investimento, stock).
  8. Il casellario fiscale della società, dei soci e degli amministratori è pulito; quando cambia un amministratore, richiedilo di nuovo.
  9. La società ha meno di 6 mesi o è alla prima dichiarazione con opzione di rimborso: pianifica la liquidità su 90 giorni e prepara il fascicolo per la verifica (contratti, fatture, prove di pagamento, documenti di trasporto) prima di presentarla.
  10. Se cambi idea: puoi ritirare la richiesta di rimborso con una notifica fino alla comunicazione della decisione (articolo 303, comma (8), del Codice fiscale) e riportare il saldo nella dichiarazione successiva.

Una società che presenta dichiarazioni negative ogni mese può fare i controlli da 2 a 5 come routine, il giorno in cui la dichiarazione viene riconciliata. La nostra routine mensile è descritta nella pagina sulla dichiarazione IVA (D300); le verifiche fiscali e i ricorsi sono gestiti a parte, compreso il ricorso contro la decisione di annullamento.

Società estere registrate ai fini IVA in Romania

La procedura non fa eccezioni per i non residenti e aggiunge un controllo in più. Quando la dichiarazione è presentata tramite un rappresentante fiscale, il punto 37^1 della procedura impone di verificare le condizioni dell’articolo 169 «sia per il soggetto passivo non stabilito in Romania sia per il rappresentante fiscale designato». Un rappresentante con problemi propri nel casellario fiscale o nelle banche dati speciali si trascina dietro tutti i suoi clienti.

Le situazioni che contano più spesso per una società estera:

La prima dichiarazione con opzione di rimborso. Una società italiana registrata direttamente ai fini IVA in Romania a giugno 2026 per un magazzino di distribuzione chiede il rimborso dell’IVA sugli acquisti locali del suo primo trimestre di attività. Se non è classificata come contribuente grande o medio, la dichiarazione va in verifica anticipata semplicemente perché è la prima (articolo 169, comma (3), lettera d)). La situazione 11 (società costituita da meno di 6 mesi) non si applica a una società italiana che esiste dal 2015; ma se l’entità è stata costituita apposta per la Romania, viene spuntata anche quella. La nuova definizione del punto 58, comma (3), dice che conta come «prima dichiarazione» anche la prima dopo una nuova registrazione o dopo un ritiro dell’opzione di rimborso.

D390 e D406 non presentate (situazione 8). I non residenti presentano la D390 per le cessioni e gli acquisti intracomunitari e la D406 SAF-T nella struttura ridotta; la D394 solo se hanno operazioni in Romania con persone registrate ai fini IVA. Il periodo di tolleranza del SAF-T ti risparmia la sanzione; non significa che la dichiarazione non sia attesa: alla data della dichiarazione con opzione di rimborso, una D406 con termine scaduto e non presentata può far spuntare la situazione 8.

Differenze rispetto a e-Factura (situazioni 12 e 13). Dal 1° gennaio 2026 i fornitori rumeni trasmettono in RO e-Factura le fatture emesse ai non residenti registrati ai fini IVA (il nostro articolo su e-Factura per le società non residenti ha la base giuridica). Se la società estera detrae l’IVA su fatture ricevute per e-mail che il fornitore non ha mai trasmesso nel sistema, la situazione 13 viene spuntata. Sul lato delle vendite, un non residente senza sede fissa trasmette in e-Factura solo le fatture B2B; le vendite B2C non compaiono nel sistema, quindi l’IVA a debito nella dichiarazione è di solito più alta, non più bassa, di quella che l’ANAF vede, e la situazione 12 non viene spuntata.

Il fornitore affiliato (situazione 14, lettera j)). I gruppi che si fatturano a vicenda servizi con IVA rumena rientrano sistematicamente nella situazione 14. Il fascicolo delle operazioni infragruppo, con il prezzo e la sostanza del servizio, deve essere pronto prima della prima dichiarazione con opzione di rimborso.

Partita IVA annullata mentre la dichiarazione è in corso. Il nuovo punto 82^1 risponde a un problema vecchio: se la società estera perde la partita IVA mentre una dichiarazione con opzione di rimborso è in corso di liquidazione, l’importo negativo può essere restituito con la procedura generale di restituzione (Ordine del Ministero delle Finanze 1899/2004), a condizione che la società dichiari di aver cessato l’attività economica in Romania. Finora l’importo restava bloccato fino a un’eventuale nuova registrazione.

Per le società estere la protezione migliore è la stessa delle società rumene: dichiarazioni presentate e aggiornate, una riconciliazione con e-Factura prima della dichiarazione e un fascicolo per la verifica preparato, non improvvisato. Una società che si registra solo ora trova gli obblighi mensili nella nostra guida all’IVA in Romania per le aziende estere.

Che cosa resta uguale e che cosa viene dopo

Il rimborso con verifica successiva resta la regola, l’importo rimborsato non viene ridotto da una classificazione di rischio e gli interessi di mora sono dovuti anche adesso dopo il termine di 45 o 90 giorni. Ciò che è cambiato è che l’ANAF può ora decidere una verifica anticipata dalla scrivania, dalle proprie banche dati, prima di chiederti qualcosa.

Le soglie del «significativo» prenderanno forma nella pratica, attraverso i rapporti degli uffici e, se abusate, attraverso i ricorsi. Se hai ricevuto un avviso di verifica per una dichiarazione con opzione di rimborso, o una decisione di annullamento di un rimborso, vediamo insieme in quale delle 14 situazioni l’ANAF ti ha messo e quali documenti chiudono la verifica in fretta. Se non hai ancora presentato la dichiarazione, la lista di controllo qui sopra è il punto da cui partire.

Fonti e base giuridica

  1. Ordine ANAF 1123/2026 che modifica l'Ordine ANAF 352/2022 di approvazione della procedura di liquidazione delle dichiarazioni IVA negative con opzione di rimborso — Monitorul Oficial 823 del 28 settembre 2026 (copia integrale del numero, pagine 4–16). Articolo I, punto 3 (articolo 2^1: le situazioni sono nell'allegato 6), punto 5.1 (punto 8, comma (2): iscrizione nella banca dati speciale), punto 5.17 (punto 39, comma (2): analisi preliminare entro 15 giorni lavorativi), punti 5.21 e 5.28 (punti 50 e 60: l'analisi delle situazioni dell'allegato), punto 5.11 (punto 21, comma (4): annullamento della decisione di rimborso), punto 5.16 (punto 37^1: si controlla anche il rappresentante fiscale), punto 5.43 (punto 82^1: non residenti con partita IVA annullata); articolo III: si applica alle dichiarazioni di agosto 2026 e del terzo trimestre 2026 e alle dichiarazioni in corso al 28 settembre; allegato 7 all'ordine (allegato 6 all'Ordine 352/2022): le 14 situazioni.
  2. Modifiche apportate dall'Ordine ANAF 1123/2026 all'Ordine 352/2022 — tabella comparativa, DGRFP Brașov, 2 ottobre 2026 — Testo dei punti della procedura prima e dopo la modifica: punti 14, 15^1, 16, comma (2), lettera d), 23^1, 33, commi (1^1)–(2^1), 35, 58, commi (3)–(4), 63, 68, comma (1^1), 71, 78–83.
  3. Codice di procedura fiscale (Legge 207/2015), articoli 77, 94, 169, 174, 182 e 270 — Articolo 169, comma (1): rimborso con verifica successiva; commi (2) e (3): i casi di verifica anticipata per categoria di contribuente; comma (4), lettere a)–d): le situazioni di rischio, lettera d) introdotta dall'Ordinanza d'urgenza 38/2026 (Monitorul Oficial 393 dell'8 maggio 2026); comma (5): dichiarazione presentata in ritardo; comma (9): la verifica anticipata copre solo i periodi che hanno generato il saldo. Articolo 77, commi (1) e (5): 45 giorni, o 90 giorni quando serve una verifica. Articolo 182, commi (1) e (4), con l'articolo 174, comma (5): interessi dello 0,02% al giorno sui rimborsi in ritardo, su richiesta. Articolo 94, comma (2): annullamento di un atto emesso con riserva di verifica successiva. Articolo 270, comma (1): ricorso entro 45 giorni.
  4. Codice fiscale rumeno (Legge 227/2015), articolo 303, commi (7) e (8) — Comma (7): la dichiarazione IVA vale anche come richiesta di rimborso; un saldo di 5.000 lei o meno non può essere chiesto e si riporta; comma (8): ritiro della richiesta di rimborso con notifica, fino alla comunicazione della decisione.

Le informazioni qui sopra hanno carattere generale e riflettono la normativa in vigore alla data dell’ultimo aggiornamento. Non sostituiscono un’analisi della situazione concreta della tua società.

Domande frequenti

01Che cosa significa rischio di rimborso IVA indebito in Romania?

È la qualifica che l'ANAF applica a una società che rientra nell'articolo 169, comma (4), del Codice di procedura fiscale: documenti ufficiali di altre istituzioni, fatti con elementi di reato constatati durante un controllo, differenze superiori al 10% e di almeno 50.000 lei accertate in una verifica successiva oppure, dal 28 settembre 2026, una delle 14 situazioni dell'allegato 6 all'Ordine ANAF 352/2022. L'effetto: la dichiarazione IVA con opzione di rimborso viene liquidata dopo una verifica fiscale anticipata, non prima.

02Quando l'IVA rumena viene rimborsata senza verifica?

La regola dell'articolo 169, comma (1), del Codice di procedura fiscale resta il rimborso con verifica successiva: i soldi seguono un controllo documentale e un controllo può arrivare più tardi, in base all'analisi del rischio. La verifica anticipata si applica solo nei casi dei commi (2) e (3): reati nel casellario fiscale, liquidazione o insolvenza, rischio di rimborso indebito e, per i contribuenti più piccoli, la prima dichiarazione con opzione di rimborso o un saldo accumulato in più periodi di quanti ne stanno in 12 mesi.

03Quanto tempo ci vuole per un rimborso IVA in Romania?

Il termine generale per liquidare una richiesta è di 45 giorni dalla presentazione della dichiarazione, in base all'articolo 77, comma (1), del Codice di procedura fiscale. Se l'analisi del rischio richiede una verifica fiscale, il termine diventa di massimo 90 giorni, e l'ANAF deve avvisarti entro 5 giorni dalla fine dell'analisi (comma (5)). Per i giorni oltre il termine puoi chiedere interessi dello 0,02% al giorno ai sensi dell'articolo 182.

04Una società appena costituita può chiedere il rimborso IVA in Romania?

Sì, ma con verifica fiscale anticipata. La prima dichiarazione con opzione di rimborso presentata dopo la registrazione IVA viene liquidata dopo una verifica per ogni contribuente che non è grande o medio (articolo 169, comma (3), lettera d)), e una società costituita meno di 6 mesi prima della dichiarazione rientra anche nella situazione 11 dell'allegato 6. Pianifica la liquidità su 90 giorni, non 45.

05Che cosa succede se la D394 o la D406 non è stata presentata quando chiedo il rimborso?

Situazione 8 dell'allegato 6: se alla data di presentazione della dichiarazione con opzione di rimborso manca una D394, D390 o D406 con termine scaduto, la società presenta un rischio e la dichiarazione va in verifica anticipata. Presenta le dichiarazioni mancanti prima della dichiarazione IVA. Lo stesso controllo viene fatto sui fornitori che pesano in modo significativo sulla tua IVA detraibile (situazione 14, lettera d)).

06L'ANAF può annullare un rimborso già approvato?

Sì, finché la dichiarazione è ancora in corso di liquidazione, cioè fino alla prima compensazione o restituzione effettiva. Se in quella finestra l'ANAF constata una delle situazioni di rischio o l'apertura dell'insolvenza, la decisione di rimborso emessa con riserva di verifica successiva viene annullata (articolo 94, comma (2), del Codice di procedura fiscale, punto 21, comma (4), della procedura) con una decisione impugnabile entro 45 giorni, e la dichiarazione viene liquidata dopo una verifica.

07I nuovi criteri si applicano alle società estere registrate ai fini IVA in Romania?

Sì, senza eccezioni. In più, quando la dichiarazione è presentata tramite un rappresentante fiscale, il punto 37^1 della procedura impone di verificare le condizioni dell'articolo 169 sia per la società estera sia per il rappresentante. Le situazioni più frequenti per i non residenti sono le D390 e D406 non presentate (situazione 8), la prima dichiarazione dopo la registrazione e le differenze tra l'IVA detratta e le fatture che i fornitori rumeni trasmettono in e-Factura (situazione 13).

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