Che cos’è l’Intrastat in Romania e perché non è un adempimento fiscale
Intrastat Romania è la dichiarazione statistica sugli scambi intracomunitari di beni. La differenza più importante rispetto all’esperienza italiana sta nel destinatario: la dichiarazione si presenta all’Istituto Nazionale di Statistica (INS), non ad ANAF. Non è una dichiarazione fiscale, non incide sulla liquidazione dell’IVA e non alimenta il sistema VIES.
Chi arriva dall’Italia porta con sé un’abitudine diversa. I modelli Intrastat italiani hanno una doppia natura, fiscale e statistica, coprono sia i beni sia i servizi e si presentano all’Agenzia delle Dogane. La Romania ha invece separato nettamente le due funzioni:
| Funzione | Adempimento rumeno | Destinatario | Termine |
|---|---|---|---|
| Fiscale (elenchi riepilogativi) | Dichiarazione D390 VIES | ANAF | Il 25 |
| Statistica (movimenti di beni) | Intrastat | Istituto Nazionale di Statistica | Il 15 |
| Monitoraggio del trasporto | e-Transport, codice UIT | ANAF | Prima della partenza |
Trattare l’Intrastat come una versione locale del modello italiano porta a due errori simmetrici: dichiarare i servizi, che in Romania non vi rientrano, e omettere i movimenti fisici privi di vendita, che invece vi rientrano eccome.
Chi è obbligato e la soglia per il 2026
L’obbligo riguarda i soggetti registrati ai fini IVA in Romania che superano una soglia di valore annua, calcolata separatamente per ciascun flusso. Per il 2026 la soglia è di 1.000.000 di lei per flusso:
- Arrivi — beni che entrano in Romania da altri Stati membri;
- Spedizioni — beni che escono dalla Romania verso altri Stati membri.
Le due soglie sono indipendenti. Una società può superare quella degli arrivi e restare sotto quella delle spedizioni: in tal caso dichiara solo gli arrivi. Il superamento fa nascere l’obbligo dal mese in cui avviene, per il resto dell’anno in corso e per l’intero anno successivo, anche se nel frattempo i volumi scendono.
Non esiste alcuna notifica automatica del superamento. Il monitoraggio è responsabilità del contribuente, e per una società italiana che alimenta uno stock logistico rumeno la soglia si raggiunge molto prima di quanto suggerisca il fatturato: contano i movimenti fisici, non le vendite.
L’obbligo si applica a tutti i soggetti registrati ai fini IVA in Romania, comprese le società estere che operano con la sola partita IVA rumena e le società con rappresentante fiscale.
Che cosa entra nella dichiarazione
L’Intrastat rileva il movimento fisico dei beni, non l’operazione commerciale. Il criterio è geografico e materiale: la merce attraversa un confine intracomunitario in entrata o in uscita dalla Romania.
Rientrano quindi nella dichiarazione:
- le cessioni e gli acquisti intracomunitari di beni con trasporto da o verso la Romania;
- i trasferimenti di merce propria fra stabilimenti o magazzini della stessa società in Stati membri diversi, senza vendita;
- i beni inviati o ricevuti per lavorazione per conto terzi, in entrambe le direzioni;
- i resi, le sostituzioni in garanzia e le forniture gratuite;
- le merci movimentate nell’ambito di contratti di consignment stock.
Restano fuori le prestazioni di servizi, che appartengono al perimetro della D390, i beni in transito che non si fermano in Romania, i campioni senza valore commerciale e alcune categorie escluse dalla normativa statistica europea.
I dati richiesti
Per ogni movimento la dichiarazione riporta:
- Il codice NC della merce, secondo la nomenclatura combinata europea a otto cifre.
- Lo Stato membro di provenienza, per gli arrivi, o di destinazione, per le spedizioni.
- Il valore statistico in lei e, quando previsto, il valore fatturato.
- La massa netta in chilogrammi e l’unità supplementare, se la voce NC la richiede.
- La natura della transazione, che distingue la vendita dal trasferimento, dalla lavorazione, dal reso.
- Le condizioni di consegna e il modo di trasporto.
Il campo che produce più rettifiche è il codice NC. Deve corrispondere a quello usato nelle bollette doganali e nella documentazione commerciale, e per molti prodotti la classificazione non è ovvia. Un codice attribuito approssimativamente al primo movimento si replica su tutti i successivi, e la correzione richiede la rettifica di ogni periodo interessato.
Termine e modalità di presentazione
Il termine è il 15 del mese successivo al periodo di riferimento. È la prima scadenza rilevante del mese fiscale rumeno, dieci giorni prima della D300 e della D390. Quando il 15 cade in un giorno non lavorativo, slitta al primo giorno lavorativo successivo.
La trasmissione avviene per via telematica, attraverso l’applicazione messa a disposizione dall’Istituto Nazionale di Statistica, con credenziali rilasciate all’operatore registrato. Il canale è distinto dallo Spatiul Privat Virtual di ANAF: sono due sistemi separati, con due registrazioni separate. È un dettaglio banale che, in fase di avvio, costa regolarmente una scadenza.
La dichiarazione può essere rettificata per i periodi già trasmessi. Le rettifiche statistiche sono ordinarie e non hanno lo stesso peso di una rettifica fiscale, ma restano tracciate.
Sanzioni
L’omessa, tardiva o inesatta trasmissione dei dati statistici è punita con una sanzione amministrativa prevista dalla normativa statistica rumena. Gli importi sono, di regola, contenuti rispetto a quelli delle violazioni fiscali, e l’istituto tende a sollecitare prima di sanzionare.
Questo non rende l’adempimento marginale, per una ragione pratica. I dati Intrastat descrivono i movimenti fisici di merce, gli stessi che compaiono nelle dichiarazioni e-Transport e, in forma di valore, nella D390 e nella dichiarazione IVA. Quando i tre insiemi non sono riconciliabili, l’anomalia diventa un elemento di valutazione nel corso di una verifica fiscale, indipendentemente dal fatto che l’Intrastat in sé sia statistico.
Come gestiamo l’Intrastat
Il primo lavoro non è la dichiarazione: è la sorveglianza della soglia. Monitoriamo mensilmente il valore cumulato di arrivi e spedizioni per la tua posizione e ti segnaliamo l’avvicinamento alla soglia prima del superamento, non dopo. Chi scopre l’obbligo a fine anno ha già mesi di dichiarazioni da recuperare.
Quando l’obbligo è attivo, riceviamo i dati del periodo nel formato in cui li produci — documenti di trasporto, fatture, movimenti di magazzino, esportazioni ERP — e li elaboriamo con i nostri strumenti di conversione. La codifica NC viene stabilita una volta per ciascun articolo, verificata rispetto alla documentazione doganale, e poi riutilizzata: è il modo per evitare che lo stesso prodotto cambi codice da un mese all’altro.
Prima dell’invio riconciliamo tre fonti: i movimenti Intrastat, le operazioni intracomunitarie della D390 e i righi corrispondenti della D300. I perimetri sono diversi per definizione — l’Intrastat include i trasferimenti senza vendita ed esclude i servizi — ma le differenze devono essere spiegabili voce per voce. Le anomalie non spiegabili le chiariamo con te prima della trasmissione.
La trasmissione all’Istituto Nazionale di Statistica la facciamo noi, e ti restituiamo la ricevuta insieme a un prospetto del periodo in italiano, con il valore per flusso, l’andamento rispetto alla soglia e le eventuali riconciliazioni aperte.
Casi specifici
Magazzino logistico alimentato dall’Italia. È lo scenario più frequente fra i nostri clienti italiani. I trasferimenti di merce propria generano arrivi Intrastat anche senza alcuna vendita, e il valore cumulato supera la soglia rapidamente. Va monitorato dal primo mese di attività.
Lavorazione per conto terzi. La merce inviata in Romania per essere lavorata e poi restituita produce due movimenti, uno in arrivo e uno in spedizione, con codici di natura della transazione specifici. Il valore da dichiarare non è quello della lavorazione ma quello della merce.
Vendite su marketplace con stock locale. Le vendite a privati non generano movimenti Intrastat, perché la merce non attraversa il confine al momento della vendita: il movimento rilevante è il rifornimento del magazzino. La distinzione è sviluppata nella guida su e-commerce e IVA in Romania.
Gli errori che vediamo più spesso
- Soglia non monitorata, con l’obbligo scoperto mesi dopo il superamento.
- Trasferimenti di merce propria omessi, perché privi di una fattura di vendita.
- Servizi inseriti nella dichiarazione, per assimilazione al modello italiano che li comprende.
- Codice NC incoerente fra Intrastat, documentazione doganale e listini.
- Registrazione al portale dell’istituto di statistica avviata solo alla prima scadenza, quando i tempi non lo consentono più.
- Termine confuso con quello della D390: il 15 per l’Intrastat, il 25 per gli elenchi riepilogativi.
Il quadro completo delle date rumene è ricostruito nel nostro calendario fiscale.

