Microimpresa o imposta sull’utile: quanto paga la tua SRL
Inserisci ricavi, costi e quanta parte distribuisci come dividendi. Confronti i due regimi fino in fondo — imposta della società, imposta sui dividendi e contributo sanitario del socio — e vedi quale lascia di più, e di quanto.
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Rivisto da Silvia, Esperta contabile (CECCAR) · aggiornato
Lo strumento
I due regimi si equivalgono a un margine di utile del 6,25% sui ricavi.
Aliquote e regole utilizzate
- Imposta microimprese
- 1%sui ricavi, art. 51 comma (1)
- Imposta sul reddito
- 16%sull’utile imponibile, art. 17
- Imposta sui dividendi
- 16%alla distribuzione, dal 1° gennaio 2026
- Contributo sanitario del socio
- 10%su 6, 12 o 24 salari minimi
Dove cambia il risultato
La differenza tra i due regimi non dipende dalla dimensione ma dal margine di utile. L’imposta micro colpisce i ricavi, quali che siano i costi; l’imposta sul reddito colpisce la differenza tra ricavi e costi. Le due si equivalgono a un margine del 6,25%: l’1% dei ricavi è esattamente il 16% di un utile pari a un sedicesimo di essi.
Sotto quel margine costa meno l’imposta sul reddito. Sopra, il regime micro. Per questo una società di servizi con costi bassi guadagna quasi sempre con il micro, mentre un distributore che lavora su pochi punti di margine paga meno sull’utile.
Il secondo punto in cui cambia il risultato è la distribuzione. Finché l’utile resta in società si confronta solo l’imposta della società. Nel momento in cui si distribuiscono dividendi entrano l’imposta del 16% e, oltre 6 salari minimi all’anno, il contributo sanitario del socio, che non è proporzionale ma scatta a scaglioni.
Che cosa resta fuori dal calcolo
Il calcolo parte dall’utile contabile. L’utile imponibile ne deriva attraverso rettifiche che un modulo non può indovinare: costi indeducibili o a deducibilità limitata (rappresentanza, sponsorizzazioni, accantonamenti, interessi), ammortamento fiscale diverso da quello contabile, perdite fiscali riportate, ricavi non imponibili.
Restano fuori anche crediti d’imposta e agevolazioni — la sponsorizzazione detratta dall’imposta, il credito per ricerca e sviluppo, l’ammortamento accelerato — e i regimi speciali, come quello per bar, discoteche e casinò (art. 18 del Codice fiscale).
Le condizioni del regime micro verificate qui sono due: la soglia di 100.000 euro e la presenza di un dipendente. Il resto si verifica sulla società: partecipazioni dei soci in altre società, cumulo dei ricavi delle imprese collegate, capitale sociale e data di registrazione. Il superamento della soglia in corso d’anno cambia il regime dal trimestre del superamento, non dall’anno successivo.
Domande frequenti
01Da quale margine conviene l’imposta sul reddito?
Dal 6,25%. L’imposta micro è l’1% dei ricavi, quella sul reddito il 16% dell’utile; le due coincidono quando l’utile è il 6,25% dei ricavi. Sotto quel margine l’imposta sul reddito è più bassa, sopra lo è il regime micro. Il calcolo qui sopra mostra la differenza esatta sui tuoi numeri, non solo la direzione.
02Perché una società in perdita paga comunque con il regime micro?
Perché la base è il ricavo, non l’utile. Una microimpresa con 200.000 lei di ricavi e 260.000 lei di costi deve 2.000 lei di imposta anche se l’anno chiude in perdita. La stessa società, con imposta sul reddito, non dovrebbe nulla e riporterebbe la perdita fiscale. È il caso in cui il passaggio all’imposta sul reddito merita un esame serio.
03Come si calcola il contributo sanitario sui dividendi?
Non in percentuale sui dividendi, ma su una base fissa a scaglioni. Ai sensi dell’art. 170 comma (3) del Codice fiscale, la base annua è di 6, 12 o 24 salari minimi lordi, a seconda del livello dei redditi realizzati. Il contributo è il 10% di quella base. In pratica chi supera la soglia dei 6 salari minimi paga come su 6 salari anche se ha distribuito appena sopra la soglia: per questo l’importo scatta a gradini invece di crescere in modo lineare.
04Che cosa succede se supero i 100.000 euro in corso d’anno?
La società deve l’imposta sul reddito a partire dal trimestre in cui la soglia è stata superata, non dall’anno successivo. Il cambio usato per la verifica è quello in vigore alla chiusura dell’esercizio precedente. Questo strumento confronta i due regimi su un anno intero; per l’anno del passaggio il calcolo si fa per periodi e lo facciamo insieme.
05Il calcolo comprende stipendi e IVA?
No. Stipendi e relativi contributi sono costi della società: inseriscili nel campo dei costi, contributi del datore di lavoro compresi. L’IVA non compare affatto, perché per una società registrata ai fini IVA non è un costo ma un’imposta incassata e versata. Per gli stipendi c’è il <a href="/it/strumenti/calcolo-stipendio-lordo-netto/">calcolatore delle buste paga</a>.
06Il risultato sostituisce una consulenza?
No. È una simulazione sui dati inseriti, con le regole generali del 2026. La scelta del regime dipende anche da elementi che non entrano in un modulo: struttura societaria, piani di investimento, agevolazioni applicabili, storico fiscale. Inviaci i numeri e ricevi una risposta scritta per la tua società.
Fonti e base giuridica
- Codice fiscale (Legge n. 227/2015), versione consolidata ANAF — Art. 17 — aliquota del 16% sull’utile; art. 51 comma (1) — aliquota dell’1% sulle microimprese; art. 47 comma (1) lett. c) e g) — soglia di 100.000 euro e condizione del dipendente; art. 48 comma (3) — termine di 90 giorni per l’assunzione; art. 52 — uscita dal regime al superamento della soglia; art. 170 comma (3) — base del contributo sanitario di 6, 12 o 24 salari minimi; art. 156 — aliquota del 10%.
- Legge n. 141/2025 su misure fiscali e di bilancio — Fissa al 16% l’imposta sui dividendi modificando l’art. 43 comma (2) e l’art. 97 comma (7) del Codice fiscale, per i dividendi distribuiti dal 1° gennaio 2026.
- OUG n. 8/2026 — Condizione del dipendente entro 90 giorni dalla registrazione (art. 48 comma (3)) e cumulo dei ricavi delle imprese collegate nella verifica della soglia (art. 52 comma (5^1)).
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