Adempimenti fiscali · IVAD390

Dichiarazione 390 VIES Romania: gli elenchi riepilogativi, senza discordanze

La D390 è l'elenco riepilogativo delle operazioni intracomunitarie: cessioni, acquisti, servizi e operazioni triangolari, ciascuno con il codice VIES della controparte. Si presenta entro il 25 e solo nei mesi con operazioni. La costruiamo dai tuoi dati, verifichiamo i codici VIES alla data corretta e la quadriamo con la dichiarazione IVA.

Rivisto da Silvia, esperta contabile (CECCAR) · aggiornato settembre 2026

Chi presenta
I soggetti registrati ai fini IVA in Romania che effettuano operazioni intracomunitarie di beni o servizi
Periodicità
Mensile, ma solo per i mesi in cui ci sono operazioni da dichiarare
Termine
Entro il 25 del mese successivo a quello in cui l'operazione è divenuta esigibile
Sanzione
Sanzione amministrativa per omessa, tardiva o inesatta presentazione, cui si aggiunge il rischio di contestazione dell'esenzione sulle cessioni intracomunitarie

Che cos’è la dichiarazione 390 e come si colloca nel sistema rumeno

La dichiarazione 390 VIES Romania è l’elenco riepilogativo delle operazioni intracomunitarie: declarația recapitulativă privind livrările, achizițiile și prestările intracomunitare. Per ogni controparte comunitaria riporta il codice IVA con prefisso dello Stato membro, il tipo di operazione e l’importo complessivo del periodo. I dati confluiscono nel sistema VIES, la banca dati europea che consente a ciascuna amministrazione di confrontare quanto dichiarato dal cedente con quanto dichiarato dall’acquirente.

Per un operatore italiano la dichiarazione è familiare nella sostanza e diversa nella forma. In Italia il modello Intrastat assolve insieme la funzione fiscale e quella statistica, e comprende sia i beni sia i servizi. La Romania ha separato nettamente le due funzioni:

D390 (Romania) Intrastat (Romania) Intrastat (Italia)
Natura Fiscale, alimenta il VIES Statistica Fiscale e statistica insieme
Destinatario ANAF Istituto Nazionale di Statistica Agenzia delle Dogane
Oggetto Beni e servizi Solo beni Beni e servizi
Soglia Nessuna 1.000.000 di lei per flusso Soglie per tipo di flusso
Termine Il 25 Il 15 Termini propri

Chi arriva dall’Italia tende a trattare la D390 come un adempimento statistico e a rinviarlo. È un errore di categoria: la D390 è la dichiarazione che sostiene l’esenzione delle cessioni intracomunitarie. Se manca, o se il codice VIES indicato non è valido, viene messa in discussione l’esenzione stessa, non solo la completezza informativa.

Chi è obbligato a presentare la D390

Presentano la dichiarazione i soggetti registrati ai fini IVA in Romania che, nel periodo, hanno effettuato almeno una delle operazioni seguenti:

  • cessioni intracomunitarie di beni esenti con diritto a detrazione, spediti dalla Romania verso un altro Stato membro;
  • acquisti intracomunitari di beni in arrivo in Romania;
  • prestazioni di servizi intracomunitarie soggette alla regola generale di territorialità, rese a soggetti passivi di altri Stati membri;
  • acquisti di servizi intracomunitari soggetti alla stessa regola, ricevuti da soggetti passivi di altri Stati membri;
  • operazioni triangolari, nella posizione di acquirente-rivenditore intermedio;
  • trasferimenti di beni propri fra la Romania e un altro Stato membro, assimilati a cessioni e acquisti intracomunitari.

L’ultima voce è quella che gli operatori italiani sottovalutano più spesso. Il trasferimento di merce propria da un magazzino italiano a un magazzino rumeno, senza vendita, non è un movimento neutro: genera una cessione intracomunitaria assimilata in Italia e un acquisto intracomunitario assimilato in Romania, entrambi da dichiarare. È lo schema tipico di chi alimenta uno stock logistico o un centro di distribuzione, e ricorre in quasi tutte le posizioni di partita IVA in Romania per società estere.

Sono escluse dalla D390 le operazioni con Stati non appartenenti all’Unione, le cessioni interne, le prestazioni di servizi con deroghe territoriali specifiche e le vendite a distanza gestite tramite il regime OSS, che seguono un canale dichiarativo proprio.

Che cosa contiene la dichiarazione

Il modulo si compone di righe, una per ciascuna combinazione di controparte e tipo di operazione. Ogni riga riporta:

  1. Il codice IVA della controparte, con il prefisso dello Stato membro, nella forma esatta risultante dal VIES alla data dell’operazione.
  2. Il tipo di operazione, identificato da un codice: cessione di beni, acquisto di beni, prestazione di servizi, acquisto di servizi, operazione triangolare.
  3. L’importo complessivo del periodo per quella combinazione, in lei, senza IVA.

Non si dichiarano le singole fatture ma i totali per controparte e per tipologia. La conversione in lei delle operazioni fatturate in euro segue il cambio applicabile all’operazione, ed è una fonte ricorrente di piccole differenze rispetto alla dichiarazione IVA D300, che deve invece riportare gli stessi importi.

Termini

Il termine è il 25 del mese successivo a quello in cui l’operazione è divenuta esigibile. Due caratteristiche distinguono la D390 dalle altre dichiarazioni rumene:

  • La periodicità è sempre mensile, anche per i soggetti con periodo fiscale IVA trimestrale. Chi presenta la D300 ogni trimestre presenta comunque la D390 ogni mese in cui ci sono operazioni.
  • Non esiste la dichiarazione a zero. Nei mesi senza operazioni intracomunitarie non si presenta nulla.

La seconda regola è una semplificazione reale, ma produce un effetto collaterale prevedibile: dopo alcuni mesi di inattività intracomunitaria l’obbligo esce dal ritmo operativo, e la prima operazione successiva viene dichiarata in ritardo. Nel nostro flusso di lavoro il controllo è invertito — verifichiamo ogni mese se ci sono operazioni da dichiarare, invece di attendere una segnalazione.

Sanzioni e rischio sostanziale

L’omessa, tardiva o inesatta presentazione della D390 è punita con una sanzione amministrativa prevista dal Codice di procedura fiscale, con importi graduati secondo la dimensione del contribuente. Il testo in vigore è pubblicato da ANAF.

La conseguenza economicamente rilevante, però, è un’altra. L’esenzione delle cessioni intracomunitarie presuppone che l’acquirente sia un soggetto passivo identificato ai fini IVA in un altro Stato membro e che l’operazione sia stata correttamente dichiarata nell’elenco riepilogativo. Quando ANAF verifica una posizione e trova cessioni esentate ma non dichiarate, oppure dichiarate con un codice VIES non valido alla data dell’operazione, la contestazione riguarda l’IVA sull’intera operazione, con interessi e penalità. La sanzione formale, in quel confronto, è un dettaglio.

Da qui una regola pratica che applichiamo sempre: la verifica del codice VIES si fa al momento dell’operazione, e la prova della consultazione si conserva. Una verifica eseguita mesi dopo, in sede di controllo, non dimostra nulla sulla situazione alla data della cessione.

Come prepariamo la D390

Riceviamo i dati del periodo nel formato in cui li produci — esportazioni ERP, registri IVA, prospetti Excel — e li elaboriamo con il generatore di dichiarazioni sviluppato internamente. La classificazione delle operazioni per codice è la parte che richiede attenzione: cessione, acquisto, servizio reso, servizio ricevuto e operazione triangolare seguono trattamenti diversi, e l’attribuzione errata produce una discordanza VIES con la controparte estera.

Prima dell’invio eseguiamo tre controlli. Verifichiamo ogni codice VIES nuovo o modificato rispetto al periodo precedente. Confrontiamo i totali della D390 con i righi corrispondenti della D300 dello stesso periodo, per Stato membro e per tipo di operazione. Controlliamo la coerenza con l’Intrastat, quando la società è sopra soglia: i due adempimenti hanno perimetri diversi ma i movimenti fisici di beni devono essere riconciliabili.

La dichiarazione la presentiamo noi, tramite lo Spatiul Privat Virtual di ANAF e con il nostro certificato digitale, e ti inviamo la ricevuta ANAF insieme a un prospetto del periodo in italiano.

Casi specifici

Stock logistico in Romania. I trasferimenti di beni propri dall’Italia vanno dichiarati come acquisti intracomunitari assimilati, con il codice IVA italiano della stessa società come controparte. È corretto e controintuitivo: la società compare come propria controparte.

Vendite su marketplace. Il trattamento dipende da dove si trova la merce al momento della vendita e da chi è il cliente. Le vendite a distanza a privati seguono il regime OSS e non entrano nella D390; le cessioni B2B con partenza dalla Romania sì. Il tema è sviluppato nella nostra guida su e-commerce e IVA in Romania.

Servizi ricevuti da fornitori comunitari. Consulenze, servizi software, prestazioni professionali acquistate da soggetti passivi di altri Stati membri vanno dichiarati come acquisti di servizi intracomunitari, anche quando l’IVA si compensa integralmente in reverse charge.

Gli errori che vediamo più spesso

  • Trasferimenti di beni propri non dichiarati, perché privi di una vendita sottostante.
  • Codice VIES verificato a posteriori anziché alla data dell’operazione, senza prova conservata della consultazione.
  • Periodicità allineata a quella della D300: chi ha periodo IVA trimestrale continua a presentare la D390 ogni mese.
  • Servizi con deroga territoriale inseriti nell’elenco, tipicamente prestazioni relative a immobili situati in un altro Stato membro.
  • Cambio di conversione diverso da quello usato nella D300, che genera differenze fra le due dichiarazioni.
  • Ripresa dell’obbligo non rilevata dopo un periodo di inattività intracomunitaria.

Le informazioni qui sopra hanno carattere generale e riflettono la normativa in vigore alla data dell’ultimo aggiornamento. Non sostituiscono un’analisi della situazione concreta della tua società.

Domande frequenti

01Che cos'è la dichiarazione 390 VIES in Romania?

La D390 è la dichiarazione riepilogativa delle operazioni intracomunitarie effettuate da un soggetto registrato ai fini IVA in Romania: cessioni e acquisti di beni, prestazioni e acquisti di servizi soggetti alla regola generale di territorialità, operazioni triangolari. Per ogni controparte riporta il codice IVA comunitario, lo Stato membro, il tipo di operazione e l'importo complessivo del periodo. Alimenta il sistema VIES europeo.

02Qual è la scadenza della D390?

Il 25 del mese successivo a quello in cui l'operazione è divenuta esigibile. La periodicità è sempre mensile, anche per i soggetti con periodo fiscale IVA trimestrale: su questo punto la Romania non segue la stessa logica della dichiarazione IVA. Se il 25 cade di sabato, domenica o in giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo successivo.

03Va presentata anche nei mesi senza operazioni intracomunitarie?

No. A differenza della dichiarazione IVA e, per le società stabilite in Romania, della D394, la D390 si presenta soltanto per i periodi in cui ci sono operazioni da dichiarare. Non esiste la dichiarazione a zero. È una delle poche semplificazioni del sistema rumeno, ed è anche il motivo per cui molte società perdono il ritmo: dopo mesi di inattività intracomunitaria, la prima operazione riapre l'obbligo senza alcun promemoria.

04Che differenza c'è fra la D390 rumena e gli elenchi Intrastat italiani?

In Italia i modelli Intrastat svolgono insieme la funzione fiscale e quella statistica, e coprono sia i beni sia i servizi. In Romania le due funzioni sono separate: la D390 è la dichiarazione fiscale, presentata ad ANAF e alimenta il VIES, mentre l'Intrastat rumeno è puramente statistico, si presenta all'Istituto Nazionale di Statistica, riguarda solo i beni ed è dovuto oltre soglia.

05Le prestazioni di servizi intracomunitarie vanno nella D390?

Sì, quelle soggette alla regola generale di territorialità, cioè tassate nel paese del committente soggetto passivo. Rientrano quindi consulenze, servizi professionali, lavorazioni, servizi di intermediazione resi a o ricevuti da soggetti passivi di altri Stati membri. Restano fuori i servizi con deroghe territoriali specifiche, come quelli relativi a immobili, che seguono regole proprie e non alimentano il VIES.

06Che cosa succede se il codice VIES della controparte non è valido?

Una cessione intracomunitaria esente presuppone che l'acquirente comunichi un codice IVA valido in un altro Stato membro alla data dell'operazione. Se il codice risulta non valido, ANAF può contestare l'esenzione e chiedere l'IVA rumena sull'operazione, con accessori. La verifica va fatta al momento della cessione, conservando la prova della consultazione, non a posteriori.

07Come si corregge una D390 già presentata?

Si presenta una dichiarazione rettificativa per lo stesso periodo, indicando la natura della correzione. Le rettifiche sono frequenti e non sono di per sé un segnale negativo, purché siano spontanee. Diverso è il caso in cui la correzione arrivi dopo una notifica di discordanza generata dal confronto VIES con la dichiarazione della controparte in un altro Stato membro.

08Una società italiana con partita IVA rumena deve presentare la D390?

Sì, se effettua operazioni intracomunitarie attraverso il codice IVA rumeno: cessioni di beni spediti dalla Romania verso altri Stati membri, acquisti intracomunitari in arrivo in Romania, trasferimenti di beni propri assimilati a cessioni e acquisti. L'obbligo nasce dalla registrazione IVA rumena, indipendentemente dal fatto che la società resti fiscalmente residente in Italia.

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