Bilancio annuale in Romania: che cosa si deposita e con quali regole
Il bilancio annuale in Romania è il momento in cui dodici mesi di scritture diventano un documento pubblico. Si redige secondo le regole contabili nazionali approvate con l’OMFP 1802/2014, in applicazione della Legge contabile 82/1991, e si trasmette in via telematica ad ANAF. Per le società che applicano quelle regole il fascicolo viaggia con il codice modulo S1001.
Il quadro di riferimento è nazionale, non internazionale. Gli IFRS riguardano categorie definite di entità — principalmente le società con titoli negoziati su un mercato regolamentato e alcuni settori vigilati. Ogni altra società rumena, compresa la controllata di un gruppo che consolida secondo gli IFRS, redige il bilancio statutario secondo le regole nazionali. In pratica una controllata produce due serie di numeri dallo stesso libro giornale, e il lavoro di chiusura è in buona parte la riconciliazione fra le due.
Per un imprenditore italiano ci sono due differenze che contano più delle altre. La prima è il destinatario: in Romania il bilancio si deposita ad ANAF, l’amministrazione finanziaria, non presso il registro delle imprese come accade con il deposito camerale italiano. La seconda è la conseguenza della pubblicità: una volta depositato, il bilancio è consultabile da chiunque — banche, clienti, concorrenti, potenziali acquirenti. E una società che non lo ha depositato è altrettanto visibile.
Che cosa contiene il fascicolo
Il deposito non è un solo prospetto. Il fascicolo completo comprende, secondo la categoria dimensionale dell’entità:
- lo stato patrimoniale, nel formato previsto per la categoria;
- il conto economico;
- le note esplicative, in estensione variabile — le microentità presentano un set ridotto, le entità maggiori un set completo;
- la relazione degli amministratori, dove richiesta;
- la delibera dell’assemblea dei soci che approva i conti;
- la dichiarazione di responsabilità firmata dall’amministratore e dal responsabile della contabilità;
- la relazione del revisore, quando l’entità è soggetta a revisione legale;
- per lo stesso esercizio, la sezione dei cespiti del file SAF-T, che si dichiara con periodicità annuale e non mensile.
La categoria dimensionale — microentità, entità piccola, media o grande — non è un’etichetta formale. Determina il formato dello stato patrimoniale, il numero di note richieste, la necessità della relazione degli amministratori e, nella fascia alta, l’obbligo di revisione.
Una precisazione utile a chi arriva dall’Italia: la categoria dimensionale contabile non coincide con la classificazione fiscale dei contribuenti in piccoli, medi e grandi usata da ANAF per altri adempimenti, né con il regime della microimpresa ai fini dell’imposta. Sono tre criteri distinti, e la confusione fra loro è frequente.
- 31 dic.Chiusura dell’esercizioPer l’esercizio finanziario che coincide con l’anno solare.
- gen.–feb.Inventario e rettificheInventario obbligatorio, svalutazioni, accantonamenti, differenze cambio, imposta finale.
- prima del depositoApprovazione dei sociIl bilancio viene approvato dai soci prima di essere depositato.
- 150 giorniIl depositoIl termine cade a fine maggio. Insieme si trasmette il registro dei beni nel SAF-T.
Gli enti senza scopo di lucro hanno 120 giorni, mentre chi non ha svolto attività presenta la dichiarazione di inattività entro 60 giorni (Legge sulla contabilità n. 82/1991, art. 36).
Termini di deposito
| Soggetto | Che cosa deposita | Termine |
|---|---|---|
| Società con attività nell’esercizio | Fascicolo completo, modulo S1001 | 150 giorni dalla chiusura dell’esercizio |
| Entità senza alcuna attività nell’esercizio | Dichiarazione di inattività | Termine più breve, fissato per questo caso |
| Entità soggette a revisione | Fascicolo completo con relazione del revisore | Stesso termine delle società |
| Sezione cespiti del SAF-T | Registro dei cespiti dell’esercizio | Entro il termine di deposito del bilancio |
Con esercizio coincidente con l’anno solare, i 150 giorni collocano la scadenza verso la fine di maggio. Accanto a questa data ne vivono altre due, che vengono regolarmente confuse con essa: la dichiarazione annuale sull’imposta sul reddito, che determina la base imponibile e segue un termine proprio, e appunto la sezione annuale dei cespiti del SAF-T D406.
Poiché i termini sono fissati dalla Legge contabile e possono essere adeguati con ordine del Ministero delle Finanze, e poiché la scadenza dell’imposta annuale si è spostata negli ultimi anni, li confermiamo sempre sul calendario in vigore per l’esercizio interessato. La mappa ricorrente delle scadenze è nella guida al calendario fiscale rumeno.
Quando serve la revisione legale
La revisione legale scatta per dimensione, misurata su due esercizi consecutivi. Le regole contabili fissano tre criteri — totale attivo, ricavi netti e numero medio di dipendenti — e vi rientra l’entità che ne supera due su tre per due esercizi di fila. L’obbligo prosegue finché l’entità non scende sotto i criteri sulla stessa base biennale.
I valori soglia sono stabiliti con ordine del Ministero delle Finanze e sono stati rivisti nel tempo, anche in seguito all’aggiornamento dei criteri dimensionali europei. Non riportiamo qui una cifra che potrebbe essere superata nel momento in cui leggi: verifichiamo i valori in vigore per il tuo esercizio e ti diciamo, prima della chiusura, se stai entrando nel perimetro della revisione. È un avviso che vale denaro, perché nominare un revisore a esercizio già chiuso costa più che nominarlo a novembre.
Alcune entità sono soggette a revisione a prescindere dalla dimensione, in base a normative di settore. E i gruppi richiedono spesso una revisione per obbligo contrattuale, indipendentemente dalla soglia rumena.
Sanzioni e conseguenze indirette
La mancata redazione o il deposito tardivo del bilancio sono sanzionati dalla Legge contabile 82/1991, con importi graduati in funzione della durata del ritardo. Il testo consolidato è consultabile su legislatie.just.ro.
Le conseguenze indirette pesano di norma più della sanzione. Poiché il bilancio è pubblico, l’assenza del deposito è visibile a chiunque controlli: banche, società di leasing, clienti che eseguono una verifica sul fornitore. Il deposito omesso in modo ripetuto rientra fra i motivi per cui una società può essere cancellata dal registro. E un’entità che non ha depositato fatica a dimostrare la propria posizione in una gara, in una due diligence o in una trattativa di finanziamento.
Come prepariamo la chiusura d’esercizio
Prima della chiusura. Nell’ultimo trimestre eseguiamo una revisione preliminare: riconciliazione di crediti, debiti, magazzino, saldi infragruppo e conti IVA; registro dei cespiti e ammortamenti; fondi e ratei; verifica sull’eventuale ingresso nel perimetro della revisione. I problemi trovati a novembre si risolvono; gli stessi problemi trovati a maggio diventano un contenzioso interno.
Alla chiusura. Redigiamo il bilancio statutario nel formato previsto per la categoria dimensionale, con le note, la relazione degli amministratori e la documentazione di approvazione. Se riporti a una capogruppo secondo gli IFRS o secondo i principi contabili italiani, produciamo e documentiamo il ponte fra i due risultati, così che la differenza sia spiegabile a chiunque la chieda — un revisore, una banca, un acquirente.
Riconciliazione con quanto già dichiarato. Il risultato contabile deve quadrare con le dichiarazioni IVA, con la dichiarazione D394 e con i file SAF-T dell’esercizio. È il passaggio che viene saltato più spesso ed è il primo che una verifica fiscale esegue.
Deposito e seguito. Trasmettiamo il fascicolo ad ANAF entro il termine con il nostro certificato digitale qualificato, su mandato scritto, prepariamo in parallelo la dichiarazione annuale sull’imposta e ti consegniamo l’intero set in italiano, con un commento sull’esercizio. La firma sul bilancio è quella di un esperto contabile iscritto al CECCAR, l’ordine professionale rumeno equivalente ai dottori commercialisti: non è un dettaglio formale, perché solo un iscritto può assumere quella responsabilità.
Quando seguiamo anche la contabilità mensile e le buste paga, la chiusura è un esercizio breve invece che un progetto, perché le riconciliazioni sono già state fatte mese per mese. Se si applica la revisione, gestiamo direttamente le richieste del revisore.
Gli errori che vediamo più spesso
- Risultato statutario mai riconciliato con quello di gruppo: quando una banca o un acquirente chiede la differenza, nessuno sa spiegarla.
- Società inattiva che non deposita nulla, nella convinzione che assenza di attività significhi assenza di obblighi.
- Criteri di revisione superati in silenzio, scoperti a esercizio chiuso, quando nominare un revisore diventa una corsa.
- Errori di esercizi precedenti fatti transitare dal risultato corrente invece di essere rilevati come le regole prevedono.
- Note e relazione degli amministratori omesse per una categoria dimensionale che le richiede: il fascicolo è incompleto e va ridepositato.
- Dichiarazione annuale preparata su una versione del bilancio di verifica diversa da quella usata per il bilancio.
Se la situazione è già compromessa — bilanci arretrati, esercizi non depositati, contabilità da ricostruire — il punto di partenza è la verifica del fascicolo fiscale sul portale ANAF, non la redazione del bilancio: l’ordine con cui si sanano le posizioni determina il costo complessivo dell’operazione.

