SAF-T per i piccoli contribuenti: che cosa è cambiato dal 1° gennaio 2025
Dal 1° gennaio 2025 la dichiarazione informativa D406 riguarda anche i piccoli contribuenti e le società estere registrate ai fini IVA in Romania. Fino al 2024 il file standard di controllo fiscale era un problema dei grandi contribuenti, entrati nell’obbligo nel 2022, e dei medi, entrati nel 2023. Da quest’anno il perimetro copre in pratica tutti i soggetti che tengono la contabilità in partita doppia: società di nuova costituzione, società senza attività, stabili organizzazioni e — nella versione ridotta — non residenti con il solo codice IVA rumeno.
La conseguenza pratica è che il gruppo entrato ora nell’obbligo è anche quello meno attrezzato. Chi ha una struttura amministrativa interna ha affrontato il SAF-T tre anni fa; chi lavora con un piccolo studio, o con un gestionale italiano che di Romania non sa nulla, ci arriva adesso e spesso con la grazia già in scadenza. La pagina di servizio dedicata al SAF-T D406 spiega la struttura del file e il ciclo di preparazione; questo articolo si concentra su che cosa scade e su che cosa stiamo vedendo sbagliare.
La base normativa resta l’Ordine ANAF n. 1783/2021 con le modifiche successive. La scheda della dichiarazione e le specifiche tecniche sono pubblicate da ANAF fra i moduli dichiarativi.
Aggiornamento a settembre 2026. Il periodo di grazia descritto qui sotto riguardava le prime presentazioni del 2025 ed è esaurito. Nel 2026 non esiste alcun periodo di grazia: ogni file mancante o tardivo è sanzionabile dal primo giorno successivo alla scadenza, e la scadenza resta l’ultimo giorno di calendario del mese successivo al periodo di riferimento.
Chi presenta, e con quale file
| Categoria | Contenuto del file | Dal |
|---|---|---|
| Società rumene in partita doppia, incluse le microimprese | File completo: anagrafiche, libro giornale, documenti di origine | 1° gennaio 2025 |
| Stabili organizzazioni di società estere | File completo, sul perimetro della stabile organizzazione | 1° gennaio 2025 |
| Non residenti registrati ai fini IVA, senza stabile organizzazione | File semplificato: solo operazioni transitate dal codice IVA rumeno | 1° gennaio 2025 |
| PFA, imprese individuali e altri soggetti in contabilità semplificata | Nessun obbligo | — |
Il file semplificato è la situazione tipica delle imprese italiane presenti in Romania senza struttura locale: un magazzino logistico, vendite su marketplace, cessioni interne fatturate con partita IVA rumena. Il file riporta le fatture attive, le fatture passive e i pagamenti collegati a quella posizione IVA. Non entra la contabilità generale della casa madre, non si riclassifica il bilancio italiano sul piano dei conti rumeno e non si dichiarano operazioni estranee al perimetro IVA locale.
La periodicità segue il periodo fiscale IVA: mensile per chi liquida mensilmente, trimestrale per chi liquida ogni trimestre e per chi non è registrato ai fini IVA. Il termine è l’ultimo giorno di calendario del mese successivo al periodo di riferimento.
Il periodo di grazia si chiude ora
Alle prime presentazioni la normativa concede un periodo di grazia: sei mesi per la prima dichiarazione mensile, tre mesi per la prima trimestrale. Tradotto sul calendario 2025: una società entrata nell’obbligo il 1° gennaio con periodicità mensile poteva depositare i file da gennaio a giugno entro la fine di luglio 2025, senza sanzioni per il ritardo.
Il punto che sfugge più spesso è che la grazia riguarda il ritardo, non l’obbligo. I file vanno comunque prodotti, tutti, per ogni periodo. Chi ha letto la grazia come un rinvio dell’adempimento si trova ora con sei mesi di dati da ricostruire in poche settimane, spesso senza la mappatura configurata e senza la certezza che i saldi contabili quadrino.
Esaurita la grazia, ogni periodo torna ad avere il proprio termine autonomo. Da agosto 2025 un file mensile mancante è un file in ritardo, con la sanzione che ne consegue, e la sanzione si applica per dichiarazione.
La dichiarazione a zero
L’obbligo dipende dal regime contabile e dalla registrazione, non dal volume di attività. Una società senza operazioni nel periodo presenta comunque la D406, con le sezioni valorizzate a zero e le anagrafiche presenti.
È la regola che genera più omissioni, per tre profili in particolare: le società appena costituite che non hanno ancora iniziato a fatturare, quelle con attività stagionale, e i non residenti che hanno aperto la posizione IVA in anticipo rispetto all’avvio effettivo delle operazioni. In tutti e tre i casi la conclusione intuitiva — “non ho fatto nulla, non devo dichiarare nulla” — è sbagliata, e produce una serie di omissioni identiche, una per periodo.
I primi errori ricorrenti
Dopo i primi mesi di applicazione al perimetro allargato, gli errori si ripetono con una regolarità che vale la pena elencare.
- Mappatura improvvisata. I conti analitici del gestionale non vengono ricondotti al piano dei conti di riferimento ANAF, oppure la corrispondenza viene rifatta ogni mese in modo diverso. Il file passa la validazione formale, ma i periodi non sono confrontabili fra loro.
- Aliquote IVA scritte come percentuale invece che tramite il codice del nomenclatore ANAF. Il problema è diventato più visibile con il passaggio alle aliquote del 21% e dell’11% dal 1° agosto 2025 (Legge 141/2025, che ha modificato l’art. 291 del Codice fiscale rumeno): chi aveva codificato le aliquote a mano deve rimetterci mano.
- File semplificato trattato come completo. Non residenti che tentano di riversare nel D406 l’intera contabilità italiana, con il risultato di un file enorme, incoerente e comunque non conforme.
- Controparti senza codice fiscale, o con il codice scritto in forma diversa rispetto alla dichiarazione D394. I due file smettono di correlarsi e la differenza è visibile in automatico.
- Dichiarazione a zero omessa, per i motivi visti sopra.
- Periodicità sbagliata nelle società che passano da trimestrale a mensile in corso d’anno, tipicamente dopo il primo acquisto intracomunitario.
Sanzioni e che cosa fare adesso
Il Codice di procedura fiscale rumeno (Legge 207/2015), art. 337^1, prevede da 1.000 a 5.000 lei per la mancata presentazione della D406 nei termini e da 500 a 1.500 lei per un file errato o incompleto. Gli importi non sono elevati in assoluto, ma si applicano per dichiarazione: sei periodi arretrati non sono un episodio isolato.
Un esempio in cifre
Una società italiana con codice IVA rumeno, periodo IVA mensile, apre la posizione a gennaio 2025 e presenta il primo file solo a settembre 2026, dopo una notifica di ANAF. Sono 20 periodi da gennaio 2025 ad agosto 2026.
- Il periodo di grazia copriva i primi sei mesi del 2025, quindi restano 14 dichiarazioni presentate oltre il termine.
- Anche applicando il minimo edittale di 1.000 lei per dichiarazione, l’esposizione è di 14.000 lei; al massimo di 5.000 lei arriva a 70.000 lei.
- Se i file vengono prodotti in fretta e alcuni risultano incompleti, si aggiunge la sanzione da 500 a 1.500 lei per ciascuno.
La stessa società che avesse depositato i file a zero nei periodi senza operazioni — un’operazione di pochi minuti, una volta configurata la mappatura — non avrebbe alcuna esposizione. È la differenza fra un adempimento che costa tempo e uno che costa denaro.
Il rischio maggiore resta comunque indiretto. Un SAF-T mancante o incoerente indica ad ANAF esattamente la posizione su cui vale la pena guardare, e i dati si incrociano con quelli di RO e-Factura e delle dichiarazioni periodiche.
L’ordine di intervento, per chi è in ritardo, è questo: verificare la periodicità corretta; ricostruire la mappatura una volta sola e versionarla; generare i periodi arretrati in sequenza, dal più vecchio; validare ogni file prima dell’invio con il validatore ufficiale DUKIntegrator; depositare e conservare le ricevute. Le rettifiche successive sono sempre integrali, mai differenziali, e conviene farle prima che sia ANAF a chiedere.
Perché in Italia non esiste nulla di simile
Vale la pena fissare il confronto, perché spiega il motivo per cui l’adempimento viene sottostimato. Lo SdI trasmette documenti singoli, una fattura alla volta. I registri IVA italiani restano a disposizione dell’amministrazione, ma non vengono inviati periodicamente. Il SAF-T fa qualcosa di radicalmente diverso: consegna la contabilità intera, strutturata e leggibile da una macchina, ogni mese o ogni trimestre.
Un’impresa italiana abituata alla sola fatturazione elettronica non ha un modello mentale per questo adempimento, e in genere sottovaluta il lavoro iniziale di mappatura — che è la parte costosa. Una volta configurata bene, la mappatura si riusa periodo dopo periodo e il ciclo mensile diventa breve. Configurata male, si propaga identica in ogni file successivo.

