Guide fiscali

Tassazione dei dividendi in Romania: aliquota, tempi e soci non residenti

Dal 2026 il dividendo distribuito da una società rumena sconta il 16% alla fonte. Attorno a questa aliquota ruotano tre questioni operative: quando si può distribuire, se il socio persona fisica deve anche il contributo sanitario e che cosa serve perché un socio italiano non subisca una doppia imposizione. Questa guida le affronta in ordine.

  • S Silvia · Esperta contabile · CECCAR
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Tassazione dividendi Romania: l’aliquota del 16%

Dal 2026 il dividendo distribuito da una società rumena sconta un’imposta del 16%, trattenuta alla fonte dalla società che distribuisce e versata da questa all’erario. La base normativa è il Codice fiscale rumeno (Legge 227/2015) nella formulazione della Legge 141/2025, con articoli diversi a seconda di chi incassa: l’art. 97 alin. (7) per i soci persone fisiche, l’art. 43 per i soci persone giuridiche rumene, il capitolo sui redditi dei non residenti per i soci esteri. L’aliquota è la stessa nei tre casi, con due eccezioni rilevanti: le esenzioni previste per le partecipazioni qualificate fra società e le aliquote convenzionali più favorevoli riconosciute ai soci non residenti.

Un dettaglio di decorrenza che vale denaro: l’aliquota si determina sulla data di distribuzione, cioè sulla delibera dei soci, non sulla data di incasso. I dividendi deliberati entro il 31 dicembre 2025 restano assoggettati al 10% introdotto dalla OUG 156/2024 anche se pagati nel corso del 2026; quelli deliberati dal 1° gennaio 2026 scontano il 16%, indipendentemente dall’esercizio in cui l’utile si è formato.

La società non è un semplice sostituto formale: risponde del versamento. Se il dividendo viene pagato e l’imposta non viene trattenuta, l’obbligazione resta in capo alla società, non al socio. È un punto che sorprende chi arriva da una struttura in cui la tassazione del dividendo è, in larga parte, un fatto del percettore.

Un chiarimento sul percorso storico, perché circola molta confusione. L’aliquota è stata dell’8% nel 2023 e nel 2024, del 10% nel 2025 e del 16% dal 2026: tre livelli in quattro esercizi. Le pagine in lingua italiana che presentano la Romania come giurisdizione a prelievo minimo sui dividendi descrivono, nella quasi totalità dei casi, un quadro non più attuale. Il confronto va rifatto sui numeri di oggi.

Quando si può distribuire: trimestrale o annuale

La distribuzione ordinaria avviene con l’approvazione del bilancio annuale, sull’utile risultante dalle situazioni finanziarie e dopo la copertura delle perdite pregresse e gli accantonamenti obbligatori a riserva legale. È la via standard e la più semplice da documentare.

L’art. 67 della Legge 31/1990 consente però anche la distribuzione trimestrale di acconti sui dividendi, sulla base di situazioni finanziarie interimali approvate. È una possibilità che in Italia non ha un equivalente diretto e che risolve un problema concreto per il socio non residente: non dover attendere l’approvazione del bilancio per accedere al risultato dell’esercizio in corso.

Il meccanismo ha una contropartita. Gli acconti sono provvisori e vanno regolarizzati con l’approvazione del bilancio annuale; le differenze risultanti dalla regolarizzazione si pagano entro 60 giorni dalla data di approvazione delle situazioni finanziarie annuali, con interessi di mora sul ritardo. Se gli acconti distribuiti superano l’utile effettivamente realizzato, l’eccedenza va restituita dai soci. Distribuire trimestralmente in un esercizio con risultati volatili significa quindi accettare il rischio di dover restituire.

Il calendario dell’imposta segue il pagamento, non la delibera — mentre l’aliquota, come si è visto, segue la delibera:

Evento Termine dell’imposta
Dividendo deliberato e pagato nel mese Giorno 25 del mese successivo al pagamento
Dividendo deliberato nell’esercizio e non pagato entro la chiusura 25 gennaio dell’anno successivo — art. 97 alin. (7) per i soci persone fisiche, art. 43 alin. (3) per i soci persone giuridiche rumene
Acconto trimestrale pagato Giorno 25 del mese successivo al pagamento

Vale la regola generale di slittamento: il 25 gennaio 2026 cadeva di domenica, quindi il termine si è spostato a lunedì 26.

Il quadro completo delle scadenze ricorrenti è nella guida al calendario fiscale rumeno.

Il contributo sanitario sui dividendi

Per i soci persone fisiche l’imposta del 16% può non essere l’unico prelievo. Il sistema rumeno prevede un contributo di assicurazione sanitaria — il CASS — dovuto anche su redditi diversi da quelli di lavoro, fra cui i dividendi, quando il totale dei redditi extra-salariali della persona supera determinate soglie.

Le soglie sono espresse in multipli del salario minimo lordo — 6, 12 e 24 salari minimi annui — e l’aliquota del contributo è del 10%. Superata la prima soglia si deve il contributo calcolato su una base convenzionale pari alla fascia raggiunta, e il passaggio alle fasce successive alza la base. Due conseguenze che vale la pena isolare, perché sono controintuitive:

  • la base di calcolo del contributo non coincide con il dividendo incassato: è un valore convenzionale legato alla fascia, non l’importo effettivo;
  • il conteggio si fa sul totale dei redditi extra-salariali della persona nell’anno, non sui soli dividendi, quindi affitti, redditi di lavoro autonomo e plusvalenze concorrono al superamento della soglia.

Le regole del contributo sono state modificate con frequenza negli ultimi esercizi, sia nelle soglie sia nel perimetro dei redditi rilevanti. Qualunque calcolo va rifatto sull’anno di riferimento, e la posizione del singolo socio dipende dall’insieme dei suoi redditi, non dalla sola società.

Soci persone fisiche residenti in Italia

La posizione di un socio persona fisica residente in Italia si compone di due lati che vanno tenuti distinti.

In Romania. Il dividendo subisce la ritenuta alla fonte del 16%, salvo l’applicazione dell’aliquota massima prevista dalla convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Romania, se più favorevole. In materia di contributo sanitario, il prelievo riguarda in linea di principio le persone soggette al sistema di sicurezza sociale rumeno: un socio che risiede in Italia e vi è assicurato si trova, di regola, fuori dal perimetro, ma la posizione va documentata e verificata individualmente, perché dipende dalle regole di coordinamento dei sistemi previdenziali e non dal solo dato della residenza fiscale.

In Italia. Il dividendo di fonte estera percepito da una persona fisica residente concorre alla tassazione secondo le regole italiane. Il coordinamento con la ritenuta rumena, il riconoscimento del credito per l’imposta assolta all’estero e le modalità dichiarative dipendono dalla qualificazione del reddito e dal canale di incasso. È un punto su cui il socio deve confrontarsi con il proprio consulente in Italia: la società rumena non può risolverlo, e un errore su questo lato annulla il beneficio ottenuto sull’altro.

La regola editoriale di questa guida è esplicita: qui si descrive il regime, non si suggeriscono spostamenti di residenza. Le scelte di residenza fiscale hanno conseguenze che eccedono di molto il trattamento di un dividendo e non si valutano su una tabella di aliquote.

Soci società: convenzione e direttiva madre-figlia

Per un socio persona giuridica il quadro è diverso e, in molti casi, più favorevole.

Percettore Trattamento in Romania
Società residente in Romania Esenzione al ricorrere dei requisiti di partecipazione e di detenzione previsti dalla norma
Società residente in un altro Stato UE, Italia inclusa Possibile esenzione in attuazione della direttiva madre-figlia, al ricorrere dei requisiti; in mancanza, ritenuta interna del 16% salvo aliquota convenzionale
Società residente in uno Stato terzo con convenzione Ritenuta interna del 16%, salvo l’aliquota massima prevista dalla convenzione
Società residente in uno Stato terzo senza convenzione Ritenuta interna del 16%

Per un socio residente in un altro Stato membro la norma da leggere non è l’art. 43 — che disciplina i dividendi fra due società rumene — ma l’art. 229 alin. (1) lett. c) del Codice fiscale rumeno, nel capitolo sui redditi dei non residenti. L’esenzione in attuazione della direttiva madre-figlia presuppone il possesso di almeno il 10% del capitale sociale della società rumena per un periodo ininterrotto di almeno un anno che si chiude alla data del pagamento dei dividendi, oltre a requisiti sulla forma giuridica, sulla residenza e sull’assoggettamento a imposta della società madre, senza possibilità di opzione o di esenzione nello Stato di residenza. Le condizioni sono cumulative e vanno verificate tutte alla data del pagamento: il solo certificato di residenza fiscale non basta. L’alin. (2) aggiunge una clausola antiabuso: l’esenzione non si applica a costruzioni prive di valide ragioni economiche, messe in atto con lo scopo principale di ottenere un vantaggio fiscale. Il testo va comunque letto nella versione consolidata pubblicata da ANAF.

Il regime convenzionale, in alternativa, non azzera la ritenuta ma la limita a un tetto massimo, spesso differenziato in funzione della percentuale di partecipazione. La convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Romania contiene la disciplina applicabile e va letta nella versione in vigore alla data del pagamento, non in versioni superate.

Il certificato di residenza fiscale: il documento che decide tutto

Il beneficio convenzionale o direttivo non è automatico. La società rumena applica l’aliquota ridotta o l’esenzione solo se dispone della documentazione prima del pagamento. In mancanza applica il 16% interno, e non ha alternative: la responsabilità del versamento è sua.

Serve il certificato di residenza fiscale rilasciato dall’autorità italiana, valido per l’anno in cui il dividendo viene pagato, presentato in originale o copia conforme e accompagnato da traduzione in rumeno. Per i soci persone giuridiche si aggiunge, quando si invoca l’esenzione, la documentazione sui requisiti di partecipazione e detenzione, di regola in forma di dichiarazione del percettore corredata dalle evidenze societarie.

Se il certificato arriva dopo il pagamento, il recupero passa da un’istanza di rimborso ad ANAF, con termini di decadenza propri e tempi di istruttoria lunghi. La sequenza corretta è quindi banale e viene sbagliata di continuo: prima il certificato, poi la delibera, poi il pagamento. Il trattamento dei redditi corrisposti a soggetti esteri è approfondito nella pagina sulla tassazione dei non residenti.

Le informazioni ufficiali sulle procedure dichiarative e sui rimborsi sono pubblicate da ANAF.

Dall’utile al netto in tasca

Il prelievo sul dividendo va letto insieme a quello sul reddito della società, perché è il secondo di due livelli. Su un utile ante imposte di 25.000 euro, con distribuzione integrale del residuo:

Passaggio SRL in regime microimpresa (ricavi 100.000 €) SRL in regime ordinario
Utile ante imposte 25.000 € 25.000 €
Imposta societaria 1.000 € — 1% sui ricavi 4.000 € — 16% sull’utile
Utile distribuibile 24.000 € 21.000 €
Imposta sui dividendi 16% 3.840 € 3.360 €
Netto al socio 20.160 € 17.640 €

Le cifre sono un’illustrazione aritmetica. Non tengono conto del contributo sanitario eventualmente dovuto dal socio persona fisica, della tassazione del dividendo nello Stato di residenza del socio, di poste non deducibili che allontanano l’utile fiscale da quello contabile né del costo del dipendente richiesto dal regime microimpresa. Il confronto fra i due regimi societari è sviluppato nella guida su microimpresa e imposta sul reddito.

Gli errori più frequenti

  • Pagare il dividendo prima di avere il certificato di residenza fiscale, perdendo l’aliquota convenzionale e aprendo una pratica di rimborso.
  • Distribuire acconti trimestrali senza situazioni finanziarie infrannuali approvate, o senza prevedere il rischio di restituzione.
  • Distribuire in presenza di perdite pregresse non coperte, con somme riqualificabili in sede di verifica.
  • Considerare il 16% come prelievo finale per un socio persona fisica, ignorando il contributo sanitario e la tassazione nello Stato di residenza.
  • Versare l’imposta sulla data della delibera anziché su quella del pagamento, o dimenticare il termine per i dividendi deliberati e non pagati entro la chiusura dell’esercizio.
  • Applicare l’aliquota della data di incasso invece di quella della data di delibera: un dividendo deliberato a dicembre 2025 e pagato nel 2026 resta al 10%, non passa al 16%.
  • Fare affidamento su fonti che indicano aliquote storiche, ormai superate dalle modifiche degli ultimi esercizi.

Come possiamo aiutarti

Prepariamo la distribuzione come una sequenza documentata, non come un bonifico: verifica della capienza dell’utile distribuibile e della copertura delle perdite pregresse, redazione della delibera, calcolo della ritenuta con l’aliquota corretta, raccolta preventiva del certificato di residenza fiscale e della documentazione sui requisiti di esenzione, versamento nei termini e gestione delle dichiarazioni informative sulle ritenute. Per i soci non residenti impostiamo il fascicolo prima della delibera, che è l’unico momento in cui il beneficio convenzionale costa zero. Se la questione riguarda anche il lato italiano, lavoriamo insieme al tuo consulente in Italia sul coordinamento del credito d’imposta. Il punto di ingresso è la pagina della consulenza fiscale in Romania.

Nota sulle cifre

L’aliquota del 16% sui dividendi distribuiti dal 1° gennaio 2026 (art. 97 alin. (7) e art. 43 del Codice fiscale rumeno, nella formulazione della Legge 141/2025), l’aliquota transitoria del 10% per i dividendi deliberati nel 2025, i termini di versamento del giorno 25 e del 25 gennaio, la distribuzione trimestrale di acconti e la regolarizzazione entro 60 giorni (art. 67 della Legge 31/1990) e i requisiti del 10% di partecipazione per un anno ininterrotto riflettono il quadro normativo alla data dell’ultimo aggiornamento. Le soglie del contributo sanitario — 6, 12 e 24 salari minimi lordi annui, con aliquota del 10% — seguono il salario minimo dell’anno e vanno ricalcolate ogni esercizio: qui sono descritte nel meccanismo, non nei valori assoluti. Le aliquote massime della convenzione fra Italia e Romania vanno lette sul testo in vigore alla data del pagamento. Le tabelle di confronto sono illustrazioni aritmetiche.

Fonti e base giuridica

  1. Codice fiscale rumeno (Legge 227/2015), testo consolidato ANAF — Art. 43 — dichiarazione, ritenuta e versamento dell'imposta sui dividendi fra società rumene, con l'esenzione per partecipazione qualificata; art. 229 alin. (1) lett. c) — esenzione madre-figlia per i soci residenti in un altro Stato membro.
  2. Legge 141/2025 — imposta sui dividendi al 16% per i dividendi distribuiti dal 1° gennaio 2026
  3. Legge 31/1990 sulle società, art. 67 — distribuzione trimestrale di acconti su situazioni finanziarie interimali e regolarizzazione entro 60 giorni
  4. OUG 156/2024 — aliquota del 10% sui dividendi distribuiti nel 2025, applicabile in via transitoria — Rileva per i dividendi deliberati entro il 31 dicembre 2025 e pagati nel 2026.

Le informazioni qui sopra hanno carattere generale e riflettono la normativa in vigore alla data dell’ultimo aggiornamento. Non sostituiscono un’analisi della situazione concreta della tua società.

Domande frequenti

01Qual è l'aliquota sui dividendi in Romania nel 2026?

Il 16%, nella formulazione della Legge 141/2025, applicato come ritenuta alla fonte dalla società che distribuisce. La norma cambia a seconda del percettore: art. 97 alin. (7) del Codice fiscale rumeno per i soci persone fisiche, art. 43 per i soci persone giuridiche rumene, capitolo sui non residenti per i soci esteri. Conta la data di distribuzione, non quella di incasso: i dividendi deliberati entro il 31 dicembre 2025 restano al 10% anche se pagati nel 2026. Restano ferme le esenzioni per partecipazione qualificata e le aliquote convenzionali più favorevoli.

02Quando si versa l'imposta sui dividendi in Romania?

Entro il giorno 25 del mese successivo a quello in cui il dividendo viene pagato. Per i dividendi deliberati ma non corrisposti entro la chiusura dell'esercizio, il termine è il 25 gennaio dell'anno successivo: lo prevedono l'art. 97 alin. (7) del Codice fiscale rumeno per i soci persone fisiche e l'art. 43 alin. (3) per i soci persone giuridiche rumene. La ritenuta è a carico della società, che risponde del versamento anche se il socio non ha incassato.

03Si possono distribuire dividendi trimestralmente in Romania?

Sì. L'art. 67 della Legge 31/1990 consente la distribuzione trimestrale di acconti sui dividendi, sulla base di situazioni finanziarie interimali approvate. La regolarizzazione avviene con l'approvazione del bilancio annuale e le differenze si pagano entro 60 giorni da quella approvazione: se gli acconti superano l'utile effettivamente realizzato, l'eccedenza va restituita dai soci, con interessi in caso di ritardo.

04Il socio persona fisica paga anche il contributo sanitario sui dividendi?

Il contributo sanitario, con aliquota del 10%, può essere dovuto sui dividendi percepiti da persone fisiche quando il totale dei redditi extra-salariali supera le soglie di 6, 12 e 24 salari minimi lordi annui previste dal Codice fiscale rumeno. La base di calcolo è convenzionale e legata alla fascia raggiunta, non coincide con il dividendo incassato. Le soglie vanno verificate per l'anno di riferimento, perché seguono il salario minimo.

05Un socio italiano subisce una doppia imposizione sui dividendi rumeni?

Il rischio esiste ma la convenzione contro le doppie imposizioni fra Italia e Romania serve proprio a limitarlo, fissando un tetto alla ritenuta applicabile nello Stato della fonte e regolando il credito d'imposta nello Stato di residenza. Per ottenere l'aliquota convenzionale occorre consegnare alla società rumena un certificato di residenza fiscale valido prima del pagamento.

06Che cosa serve per applicare l'aliquota convenzionale?

Il certificato di residenza fiscale rilasciato dall'autorità italiana, in originale o copia conforme, con traduzione in rumeno, valido per l'anno in cui il dividendo viene pagato. Senza il certificato in mano al momento del pagamento la società rumena applica l'aliquota interna del 16%. Il recupero successivo è possibile ma richiede un'istanza di rimborso e tempi lunghi.

07Una società italiana può ricevere dividendi rumeni senza ritenuta?

È possibile quando ricorrono i requisiti di partecipazione minima e di periodo minimo di detenzione previsti dalla normativa rumena in attuazione della direttiva madre-figlia. La società italiana deve documentare la propria residenza fiscale, la forma giuridica e il rispetto dei requisiti. In assenza di documentazione completa la società rumena applica la ritenuta interna.

08Si possono distribuire dividendi se l'esercizio precedente ha chiuso in perdita?

Solo se esistono riserve o utili portati a nuovo capienti e le perdite pregresse sono state coperte secondo le regole civilistiche. La distribuzione di somme in assenza di utili distribuibili è irregolare e le somme prelevate sono riqualificabili. È uno dei punti che una verifica esamina per primi nelle società a compagine ristretta.

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